NUTRIZIONE
Il gelato confezionato
“alleato inaspettato” di chi fa sport
L’Istituto del Gelato Italiano ha presentato a Roma il “Manifesto dell’alimentazione dello sportivo”, in un incontro dedicato al rapporto tra gelato, sana alimentazione e attività fisica, con lo specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello sport Michelangelo Giampietro.
Può il gelato trovare spazio nell’alimentazione di chi pratica sport? E come si conciliano piacere, gusto, fabbisogno energetico e corretta alimentazione quando l’attività fisica entra nella vita quotidiana?
L’Istituto del Gelato Italiano ha voluto dare una risposta scientifica a queste e ad altre questioni in occasione dell’evento “L’alleato inaspettato. Il ruolo del gelato confezionato nella dieta dello sportivo”, raccontando da una prospettiva nuova il rapporto tra gelato, nutrizione e attività fisica.
Il Manifesto dell'Alimentazione dello Sportivo
Il Manifesto dell’Alimentazione dello Sportivo parte da un principio basilare: il cibo è il carburante dell’organismo, ma alimentarsi non significa soltanto assumere energia e nutrienti. Significa anche piacere, relax, gusto e socializzazione. E la vita dello sportivo, spesso caratterizzata da impegno e sacrificio, non deve essere ulteriormente appesantita da restrizioni alimentari non necessarie.
Si tratta quindi di comprendere come e quando il gelato possa inserirsi correttamente in un’alimentazione varia ed equilibrata, tenendo conto della composizione degli alimenti, del fabbisogno energetico, delle quantità e del momento del consumo.
Ed è qui che emerge il suo ruolo di “alleato inaspettato”. Sul fronte dell’idratazione, ad esempio, il Manifesto ricorda che anche gli alimenti ricchi di acqua possono contribuire all’apporto di liquidi, citando, accanto a frutta, verdura e cereali, gelati e in particolare ghiaccioli e granite.
Nel post-allenamento, invece, tra le possibili soluzioni alimentari per reintegrare energie, liquidi e sali minerali dopo lo sforzo, vengono indicati una tazza di latte e cereali oppure “un bel gelato”. Il gelato confezionato offre inoltre uno strumento utile per compiere scelte consapevoli: l’etichetta consente di conoscere le caratteristiche nutrizionali del prodotto e di scegliere il gelato anche in funzione del momento della giornata e del proprio fabbisogno calorico.
Il messaggio del Manifesto supera quindi la semplice distinzione tra alimenti “buoni” e “cattivi”: ciò che conta è l’equilibrio complessivo dell’alimentazione e la capacità di compiere scelte consapevoli e adeguate alle proprie esigenze.
La parola all'esperto:
Michelangelo Giampietro
“Il gelato confezionato è senza dubbio un alleato fidato per tutti coloro che si dedicano all’attività sportiva – commenta il presidente IGI, Michelangelo Giampietro, lo specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello sport. – L’acqua contenuta i tutti i gelati – soprattutto nei ghiaccioli e nelle granite – contribuisce al reintegro dei liquidi persi durante l’esercizio fisico, a causa della maggiore sudorazione. Zuccheri, proteine e grassi presenti nei gelati concorrono a coprire il fabbisogno nutrizionale dello sportivo, soprattutto, ma non solo, nella fase di recupero muscolare. Gli alti standard igienici e l’assenza di conservanti fanno del gelato un alimento gustoso, gradevole e sicuro, adatto agli sportivi di qualunque età, che possono consumarlo in ogni momento della giornata, anche come gratificazione, per recuperare energie fisiche e mentali.”
Dallo sport alla solidarietà
Questa estate caldissima è stata anche occasione per potenziare l’impegno sociale delle aziende che aderiscono all’IGI. In collaborazione con Caritas, sono stati donati circa 46.000 gelati a persone in condizioni di fragilità in diverse città d’Italia, tra cui Torino, Roma, Cagliari, Pescara e Firenze.
Un gesto che aggiunge un altro tassello al racconto di un alimento fortemente associato alla condivisione, alla socialità e al sorriso, portando un momento di gratificazione anche a chi vive una situazione di difficoltà.
Mercato, nutrizione, sport e solidarietà diventano così le diverse facce di uno stesso racconto. Quello di un comparto che non solo cresce nei numeri e investe continuamente in ricerca e sviluppo, ma che vuole anche interrogarsi sul ruolo del proprio prodotto all’interno di abitudini e stili di vita in continua evoluzione.