Il gelato è jazz, perché è un mix di sapori

Cristiana Polegri ci parla di jazz e gelato

Intervista a Cristiana Polegri, sassofonista, jazzista, cantante.

 Il 30 aprile è la giornata Internazionale del Jazz.

L’edizione 2019 ha visto la partecipazione di 190 Paesi in tutto il mondo. Questa ricorrenza è stata istituita dall’Unesco nel 2011 per celebrare l’arte del jazz, sottolineando il suo importante ruolo di promozione del dialogo tra le diverse culture e di lotta alla discriminazione.

Cristiana, tu credi che il jazz possa essere considerato un linguaggio universale di pace?

Credo che il jazz e tutti gli altri tipi di musica possono essere considerati un linguaggio universale e quindi possono essere dei messaggi di pace.
La musica è espressione dell’anima e come tale può infondere serenità ed amore. 

Quest’anno per molti Paesi come il nostro non sarà possibile organizzare concerti, riunirsi e condividere la gioia della musica. In Italia, il 30 aprile lo trascorriamo ancora a casa, ma in questa situazione che stiamo vivendo la musica e il gelato hanno qualcosa in comune: mantengono vivi i nostri sensi, ci regalano momenti di piacere che ci permettono di evadere con il pensiero. Ci ricordano attimi emozionanti e spensierati, ci fanno sognare quello che desideriamo fare domani, quando (ne) usciremo.  

Raccontaci dei tuoi gelati preferiti: cono, coppetta, stecco o biscotto? Ai gusti della frutta o alle creme?

Io adoro il gelato e mai come in questo periodo mi manca! Amo il cornetto ed in generale i gelati alle creme. Nel caso del cono artigianale, rigorosamente con  panna. Adoro tantissimo anche le granite di caffè, di fragola, di mandorla e, quando è possibile, aggiungo la panna montata. Il gelato è jazz, perché è un mix di sapori!

Se pensi al gelato, cosa ti viene in mente? Un ricordo piacevole, un momento speciale della tua vita legato al gelato…

Una passione di ieri e di oggi è il gelato con il biscotto. Amo i tre gusti e ancora oggi lo scarto con attenzione, perché sono curiosa di leggere la vignetta.

Quando ero bambina andavo sempre dal mio gelataio preferito, Giovanni, in zona Parioli, a Roma. Faceva il gusto zabaione più buono del mondo! Ancora oggi sono alla ricerca di quel sapore che nessun gelataio è mai riuscito ad eguagliare.

Un gelato in compagnia: in quale momento della giornata e con chi?

Mi piacerebbe mangiare un bel gelato in un pomeriggio di sole, in riva al mare, con il mio compagno Stefano (l’attore Stefano Fresi, ndr) e mio figlio Lorenzo.  

 Se dovessi descrivere il tuo carattere…come un gusto di gelato, quale sceglieresti e perché?

Il mio compagno dice che ho la freschezza del limone, il colore del melone, la passione della fragola e l’insicurezza della stracciatella! 

Infine, ci permetti un gioco, per dare un piccolo contributo a questa ricorrenza?

Vorremmo che ci consigliassi 3 brani di musica jazz che ami particolarmente, da ascoltare oggi per prima volta o da riscoprire. 3 brani da gustare con 3 gelati che secondo te si abbinano per sensazioni, gusto, emozioni. Noi ti prenderemo in parola, gusteremo i gelati da soli, in coppia o in famiglia, ascoltando i brani che ci consiglierai Per la giornata Internazionale del Jazz, facciamo a noi stessi questo regalo.

Il primo brano che vi consiglio è “Amandla” di Miles Davis, da gustare con uno stecco al pistacchio o alla nocciola, ricoperto di cioccolato. Sono sapori che si sposano e si incastrano bene, come il suono della tromba di Miles si combina con il sax di Kenny Garrett.

Il secondo è “Last Train home” di Pat Metheny, da ascoltare mangiando un classico cornetto, per pensare all’estate e ricordare un viaggio.

Infine, ho scelto “Slow Hot Wind” di Henri Mancini, perfetto per sognare… naturalmente con una vaschetta di gelato allo zabaione variegato al caffè

Grazie Cristiana per aver giocato con noi e per i preziosi consigli!

Infine, vorremmo chiudere questa intervista chiedendoti di raccontarci un progetto, un sogno in musica che desideri realizzare nella tua vita di artista e speriamo di portarti fortuna. 

Nel mio futuro c’è la realizzazione di un disco omaggio ad Henri Mancini. Tra i progetti che mi stanno più a cuore, lavorare molto con le nuove generazioni: già oggi insegno alla Casa del Jazz come assistente di Massimo Nunzi, per un’orchestra jazz composta da bambini dai 7 ai 14 anni. La passione per l’insegnamento ai bambini mi accompagnerà anche oggi, nella Giornata Internazionale del Jazz: sarò impegnata in un paio di lezioni di jazz online con due scuole primarie di Genova e di Torino!

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