Quando la felicità era un ghiacciolo alla frutta davanti al faro di Punta Secca

INTERVISTA A IVAN IURATO, Chef e concorrente di MasterChef 2

Cono, coppetta, stecco o biscotto? Ai gusti della frutta o alle creme?

I miei gusti preferiti, pensando ai gelati confezionati, sono le creme. Mi piacciono i gelati che contengono cioccolata, panna, gianduia e nocciole.

Il cornetto è il mio preferito. Come un grande piatto, contiene diversi ingredienti, che si legano tra loro con armonia. E’ croccante, cremoso, ha la cialda. Come un piatto degno di un grande chef, è pieno e completo.

Se pensi al gelato, cosa ti viene in mente?

Il gelato mi fa pensare a quando ero bambino. Ricordo il sapore di quei semplici ghiaccioli alla frutta: alla fragola, al limone o alla menta…i gusti semplici e freschi ci regalavano un’emozione.

Un ricordo piacevole, un momento speciale della tua vita legato al gelato…

Il ricordo più bello e più intenso è legato alla mia infanzia. La paghetta ci bastava per comprare una bibita che andava allora (Dottor Pepper, n.d.r.) e un ghiacciolo. La felicità era nelle cose semplici. Con gli amici, nell’incredibile scenario di Punta Secca, davanti al faro che proiettava la sua ombra sul mare. Dove anni dopo avrebbero girato la serie di Montalbano. Un sapore indimenticabile.

Un gelato in compagnia: in quale momento della giornata e con chi?

Mi piace gustare un sorbetto, come aperitivo, da abbinare magari ad un prosecco. L’orario perfetto è tra le 19.30 e le 20.00. Provate anche voi a condividere con gli amici quest’abbinamento: un sorbetto all’arancio o al limone, un prosecco e un goccio di vodka. E’ una versione originale e fresca del cocktail Mimosa, una soluzione stuzzicante da realizzare facilmente.

Se dovessi descrivere il tuo carattere…come un gusto di gelato, quale sceglieresti e perché?

Il pistacchio, mi rappresenta bene. Il migliore è quello di Bronte: è della mia terra. Ha una caratteristica unica: un gusto dolce e salato. Lega bene con la ricotta ma anche con la tartare di carne. Il pistacchio è un prodotto versatile, tipico siciliano. Per questo mi somiglia!

Ci permetti un piccolo gioco? “Dimmi che gelato mangi e ti dirò chi sei…”: proveremo a capire le caratteristiche della sua personalità a seconda del tipo di gelato che preferisce, secondo una classifica ideata dalla dottoressa Viviana Finistrella. Ora scegli un gelato tra questi: il cono con cialda, lo stecco, il ghiacciolo, il biscotto, la coppetta o le praline?

Scelgo…il cono con cialda.

Secondo il nostro test, il cono con cialda è scelto da chi predilige un’esperienza sensoriale completa non negandosi nulla (c’è anche la parte croccante da mordere) contando comunque sulla sicurezza di un appagamento finale (la parte terminale di cioccolato). Chi mangia il cono di solito è un tipo Voglioso. Credi che questo profilo ti rappresenti?

Direi di sì! Assolutamente!

 E secondo il dott. Alessandro Amadori – psicologo, opinionista e scrittore, direttore del Dipartimento Ricerche Motivazionali dell’Istituto CIRM, anche il modo di gustare il gelato è uno specchio della personalità. Perciò, le chiediamo di scegliere uno dei quattro possibili modi di mangiare il gelato: leccando, succhiando, a morsi, a morsetti. 

Non posso scegliere un solo stile: il cornetto è un viaggio sensoriale che deve essere affrontato in più fasi. Comincio con dei morsetti che mi fanno gustare le noccioline e i primi gusti. Poi passo a leccare la crema e infine mordo con decisione la cialda. Perché il massimo è arrivare alla sorpresa finale, a quel cuore di cioccolata nascosto alla fine…

Che dire? Secondo il Dott. Amadori, il tuo approccio è tipico di una persona piuttosto attenta e cauta in ogni circostanza della vita. Una persona che non ama prendere decisioni affrettate, gentile e sensibile e prevalentemente riflessiva. Un introverso…che poi però rivela una seconda anima: chi mangia il gelato leccando è più un estroverso, che ama la vita sociale, che partecipa molto volentieri ai contesti sociali e ama conoscere gente nuova. E’ la modalità degli ottimisti, e in qualche caso anche degli ambiziosi e di coloro ai quali piace provocare chi sta loro attorno.

Ma nel tuo caso non è finita: la terza fase è la più rara: la modalità di consumo a veri e propri morsi, tipica di chi ha buone probabilità di essere una persona piuttosto testarda, che vuole decidere di testa propria, seguire a tutti i costi la propria via. Una persona che ama lavorare e tendenzialmente molto sincera.

Grazie Ivan per aver giocato con noi!

Infine, ci racconti un progetto, un sogno o un impegno da realizzare nella tua vita?

In questo periodo sto seguendo un progetto di sviluppo e ricerca per l’azienda Agromonte. Proponiamo nuove, interessanti ricette per la grande distribuzione. A settembre poi ci sarà una grande novità: aprirò un ristorante a Comiso, in provincia di Ragusa. Realizzeremo interi menu con prodotti stagionali, prestando grande attenzione al km zero.

In particolare, realizzerò un’idea cui tengo moltissimo: una linea di panini gourmet, dedicata in particolare a chi non può permettersi un menu completo al ristorante ma non vuole rinunciare al piacere di gustare qualcosa di buono, originale, di qualità.  Sarà un alimento studiato bene, nutrizionalmente sano, sfizioso, sia per il pane che per il companatico. Offrirò a tutti un’alternativa sorprendente al pasto tradizionale, accompagnando i miei ospiti in un viaggio alla scoperta di nuovi abbinamenti e nuove interessanti esperienze del gusto.

Come si chiamerà il mio ristorante? Questa è ancora una sorpresa…